La ignorano. Forse la odiano. Difendiamo la Costituzione

Queste elezioni rimarranno nella storia per una ragione importante: i dubbi sulla costituzionalità della legge elettorale, avanzati da molti fin dalla prima ora, sono stati ripresi dalla Corte Costituzionale nella sentenza che ammette i referendum.

La Corte Costituzionale non può sentenziare sulla legge elettorale perché la legge non lo permette: solo un giudice può chiedere un giudizio della Corte, ma nessun giudice può farlo perché l’intervento può essere chiesto solo quando devono applicare quella legge in un giudizio. E nessun giudice è competente sui fatti elettorali, essendo questi demandati dalla Costituzione al Parlamento.

In pratica è come se la legge ammettesse un giudizio per furto solo su richiesta del ladro!

Davanti ad un fatto così grave, si può fare come giornali e televisioni: nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di niente. Oppure si può gridare la propria rabbia per aver perso il diritto di scegliere i propri rappresentanti.

Io ho scelto di evidenziare questa truffa, e ho scelto di farlo nel modo che ritengo possa essere più utile. Chiedendo ufficialmente al garante della Costituzione, il Presidente Napolitano, il suo autorevole intervento.

E per rafforzare la richiesta, ho deciso di inviare al Presidente, insieme a questo appello, la mia tessera elettorale, perchè la custodisca fino a quando non sarà nuovamente possibile tornare a scegliere i nostri rappresentanti, non a decidere solo quanti eleggere tra quelli scelti dalle segreterie di partito.

In questo sito sono raggruppate le motivazioni di questa grave scelta e le istruzioni per chi volesse seguire la stessa strada, con la speranza che un azione di questo tipo possa indurre il Presidente a intervenire, portando al primo posto nell’ordine del giorno del nuovo Parlamento la necessità di ristabilire almeno la rappresentatività democratica in questo paese.

Ill.mo Signor Presidente,

mi permetta di rivolgere a Lei ed alle Istituzioni che rappresenta il seguente appello.

Premesso che la Corte Costituzionale, pur non potendo entrare nel merito della legittimita' della legge elettorale in vigore per vincoli procedurali, con le sentenze 15/16/17 del 2008 ha recentemente espresso importanti rilievi, e considerato che la Corte è impossibilitata ad esprimersi non potendo agire di propria iniziativa ma solo dopo una impossibile richiesta del giudice, ho deciso come cittadino di non partecipare a queste elezioni e restituire la tessera elettorale, qui acclusa.

E' una decisione molto sofferta, consapevole che il rifiuto ad esercitare il diritto di voto viola lo spirito dell'articolo 48 della Costituzione, che ne sancisce il dovere civico, e costituisce implicitamente una delegittimazione degli organi istituzionali eletti. Non di meno, in tutta coscienza non posso esimermi dal contrastare, con questo mezzo così estremo, una legge elettorale che ritengo fortemente lesiva dei miei diritti costituzionali di cittadino.

Non posso esimermi dal rifiutare di legittimare la nomina di "rappresentanti" che non posso in alcun modo contribuire a scegliere, e sono di fatto nominati da forze su cui non ho più alcun controllo democratico, violando così il primo articolo della Costituzione “la sovranità appartiene a popolo”.

Non posso accettare che il mio diritto costituzionale di scegliere i miei rappresentanti sia ridotto al punto da poter decidere con il mio voto solo il numero degli eletti in una lista bloccata e non i loro nomi, in palese violazione dell’artt. 56 e 58 della Costituzione che prevedono il voto “a suffragio universale e diretto”, privandomi così del controllo sulle loro azioni e del potere di rimuoverli preferendo altre persone e quindi non rieleggendoli.

Non posso accettare che attraverso la lista bloccata venga cambiata la natura del Parlamento, trasformando gli eletti da rappresentanti del popolo a rappresentanti dei partiti o dei capi politici che li hanno selezionati, comprimendo i principi costituzionali della rappresentatività e della libertà dei parlamentari, vanificando di fatto il dettato costituzionale dell'art 67.

Non posso accettare che attraverso questa legge elettorale venga violato il principio della "scelta del corpo legislativo" sancito dall'articolo 3 del primo protocollo della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo.

Non posso accettare che con sbarramenti di ogni tipo venga esclusa dalla "rappresentanza" una parte consistente dell'elettorato, sia pure divisa in gruppi che si decide, per legge, essere singolarmente non abbastanza grandi da poter sedere in Parlamento, ignorandone il peso complessivo, minando la validità dell’art. 49 della Costituzione (“tutti i cittadini hanno diritto di concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”).

In tutta coscienza non posso accettare di legittimare con il mio voto una legge elettorale che pare voler ripercorrere la strada della leggi elettorali Acerbo del 1923 e Rocco del 1928, di cui ricopia uno dei principi fondamentali, la lista bloccata -dimenticando quanti lutti ha contribuito a creare nel nostro Paese- piuttosto che rispettare il dettato costituzionale e il suo spirito democratico.

Per queste ragioni, signor Presidente, le rimetto la mia tessera elettorale perché la conservi finchè non tornerà ad essere utile, certo che nella sua figura istituzionale di garante della Costituzione potrà, meglio di ognuno noi, spingere il Parlamento e i nominati a correggere queste pericolose crepe nella struttura portante delle nostre istituzioni.

Con osservanza,
un cittadino preoccupato

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