Queste elezioni rimarranno nella storia per una ragione importante: i dubbi sulla costituzionalità della legge elettorale, avanzati da molti fin dalla prima ora, sono stati ripresi dalla Corte Costituzionale nella sentenza che ammette i referendum.
La Corte Costituzionale non può sentenziare sulla legge elettorale perché la legge non lo permette: solo un giudice può chiedere un giudizio della Corte, ma nessun giudice può farlo perché l’intervento può essere chiesto solo quando devono applicare quella legge in un giudizio. E nessun giudice è competente sui fatti elettorali, essendo questi demandati dalla Costituzione al Parlamento.
In pratica è come se la legge ammettesse un giudizio per furto solo su richiesta del ladro!
Davanti ad un fatto così grave, si può fare come giornali e televisioni: nascondere la testa sotto la sabbia e far finta di niente. Oppure si può gridare la propria rabbia per aver perso il diritto di scegliere i propri rappresentanti.
Io ho scelto di evidenziare questa truffa, e ho scelto di farlo nel modo che ritengo possa essere più utile. Chiedendo ufficialmente al garante della Costituzione, il Presidente Napolitano, il suo autorevole intervento.
E per rafforzare la richiesta, ho deciso di inviare al Presidente, insieme a questo appello, la mia tessera elettorale, perchè la custodisca fino a quando non sarà nuovamente possibile tornare a scegliere i nostri rappresentanti, non a decidere solo quanti eleggere tra quelli scelti dalle segreterie di partito.
In questo sito sono raggruppate le motivazioni di questa grave scelta e le istruzioni per chi volesse seguire la stessa strada, con la speranza che un azione di questo tipo possa indurre il Presidente a intervenire, portando al primo posto nell’ordine del giorno del nuovo Parlamento la necessità di ristabilire almeno la rappresentatività democratica in questo paese.
